Ajwa
Piccoli, scuri e morbidi, dal profondo significato spirituale; un dono splendido. Si veda Medina.
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Cultura
Il caffè arabo, servito con i datteri, è il primo sapore dell’accoglienza in tutto il Golfo: dorato, profumato al cardamomo e versato in pochi, aggraziati sorsi. Questa guida illustra la tradizione del caffè arabo e i pregiati datteri della regione, e dove il viaggiatore può gustarli entrambi al meglio.
In sintesi
L’usanza di bere caffè nacque nello Yemen nel XV secolo e si diffuse attraverso la Mecca, il Cairo e Istanbul nel resto del mondo. In Arabia divenne il rito dell’ospitalità. Il caffè del Golfo è molto diverso dall’espresso o dal caffè turco: i chicchi sono tostati leggermente fino a un oro pallido, macinati con il cardamomo e talvolta con zafferano, chiodi di garofano o acqua di rose, e preparati in una dallah di ottone. Si serve in minuscole tazzine senza manico, i finjan, riempite solo per un terzo perché non si raffreddi mai. Nel 2015 l’UNESCO ha riconosciuto il caffè arabo come simbolo di generosità.
Chi versa tiene la dallah nella mano sinistra e serve con la destra, iniziando dall’ospite più illustre. Prenda la tazzina con la mano destra. Il galateo suggerisce almeno una tazzina e di solito non più di tre; per declinare un’ulteriore offerta, scuota delicatamente la tazzina. L’Arabia Saudita, che ha proclamato il caffè pilastro della propria cultura, sta rilanciando i suoi chicchi Khawlani dalle montagne di Jazan.

Piccoli, scuri e morbidi, dal profondo significato spirituale; un dono splendido. Si veda Medina.
Dorati e dolci come il caramello, tra i datteri più amati del Regno.
Grandi e succosi, originari dell’oasi marocchina del Tafilalet.
Mielati e apprezzati in tutto il Golfo; l’oasi di Al-Ahsa, sito UNESCO, è uno dei palmeti più estesi del mondo.
Si gusta fresco e croccante a fine estate, quando sa di caramello al burro.
Il «dattero di luce» traslucido delle oasi nordafricane.
Ogni hotel di lusso del Golfo accoglie gli ospiti con caffè e datteri, ma per il meglio si visiti un cioccolatiere specializzato o una boutique di datteri a Riad, Dubai o Doha, dove i datteri vengono farciti con frutta secca, scorza d’arancia o foglia d’oro e confezionati con eleganza. I festival dei datteri che si tengono ogni estate a Liwa, Buraydah e Unaizah sono una festa. Nei quartieri di Al Seef e Al Fahidi, a Dubai, i caffè tradizionali servono la gahwa con i luqaimat, piccole frittelle dolci. Scopra i nostri ristoranti più raffinati e la tradizione del majlis per saperne di più, e consulti usi ed etichetta prima della Sua prima visita in un majlis.
È chiaro nel colore e delicato nel gusto, pur contenendo caffeina. Il cardamomo lo rende fragrante anziché amaro.
No. Il caffè turco è a tostatura scura, macinato finissimo e bollito con la polvere che resta nella tazza: una tradizione distinta, anch’essa iscritta dall’UNESCO.
I datteri confezionati industrialmente sono in genere ammessi; all’arrivo dichiari i prodotti alimentari, come richiesto dalla dogana statunitense.
La palma da dattero, albero della vita
Poche piante contano nella cultura araba quanto la palma da dattero. I suoi frutti nutrivano i viaggiatori, le sue fronde coprivano le case e diventavano cesti, il suo tronco serviva a costruire imbarcazioni e la sua ombra proteggeva i giardini delle oasi, ricchi di agrumi e melograni. Nel 2019 l’UNESCO ha riconosciuto le tradizioni legate alla palma da dattero come patrimonio condiviso da 14 Paesi arabi. Passeggiare tra i palmeti di Al Ain o di Al-Ahsa, con i loro antichi canali d’irrigazione falaj, è una delle esperienze più serene della regione, e ogni sera di Ramadan i datteri rompono il digiuno al tramonto.
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